In breve

02/04/2018

Targa di ringraziamento al Gruppo di Valdengo


02/04/2018

Celebrata la cerimonia della benedizione della statua del alpino


02/04/2018

Dopo 47 anni si sono ritrovati, in occasione della cerimonia del cambio del Comandante al CAA di Aosta


02/04/2018

Fortunatamente esistono ancora persone di buona volontà ed impegno come Luigi Ploner, della Tecno Meccanica B.se di Camburzano.


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30/11/2017

Saluzzo 2017


20° raduno del 1° raggruppamento 



La piramide di roccia, il re di pietra, vale a dire il Monviso, ha sicuramente approvato l’incursione alpina per il 20° raduno del 1° raggruppamento, il primo nella capitale di un marchesato secolare, Saluzzo. Piccola ma affascinante, dove le valli si aprono in una pianura ricca di frutteti, è uno dei centri esclusivi dell’antiquariato, dei mobili d’arte, del restauro.

La tradizione ormai accettata vuole che “Il testamento del capitano” ebbe origine addirittura nel Cinquecento, con la morte dell’allora Marchese di Saluzzo, che dettò ai suoi più fidati compagni d’armi le sue ultime volontà: una sorprendente relazione con la storia alpina.

L’ANA ci offre occasioni di incontro in posti splendidi. Saluzzo e il Monviso (si bisbiglia insistentemente che la montagna assomigli in modo sospetto al logo della Paramount) sono un gioiello speciale della nostra Italia, da ammirare e rivedere.

 

Ed è qui che gli alpini si sono rivisti ancora una volta: uguale in apparenza alle altre ma sempre diversa dalle altre. Domenica 8 ottobre, complice una bella giornata d’autunno, appena un po’ fredda al mattino presto ma poi smagliante, la città natale di Silvio Pellico e Carlo Alberto Dalla Chiesa ha dato il meglio di sé con l’accoglienza, il calore, la semplicità, la compostezza; la gente del posto appariva soprattutto sorridente, non solo curiosa. Si è visto uno sfilamento ordinato ed efficiente, senza intoppi. La sezione di Biella, da parte sua, non si è smentita, con 61 Gruppi presenti, circa 500 alpini a sfilare e altrettanti assiepati dietro le transenne, i sindaci, la Fanfara Penna Nera.

Prima delle tribune non si poteva non sbirciare a sinistra per ammirare le strette stradine del centro medievale che salgono verso la parte alta della città e il torrione della Castiglia, la residenza fortificata dei Marchesi. Poco dopo le tribune, in genere, la sfilata si conclude; invece a Saluzzo pareva non dovesse mai finire, cosicché la marcia proseguiva un bel po’ ancora senza un accenno di scioglimento.

 

Una menzione speciale va agli artiglieri da montagna del Gruppo Aosta del 1° Reggimento, che a Saluzzo arrivarono ventenni alla caserma Mario Musso e da lì ripartirono adulti. Sono tornati in massa, come in massa – è un esempio di fortissimo spirito di corpo mai interrotto – si trovano ancora oggi tutti gli anni. Ma è più giusto lasciar parlare uno dei figli della “Musso”, Roberto Sella. «Tornare dalla nostra “mamma” costituisce sempre motivo di emozioni forti per la gioia di ritrovare tanti fratelli che con me hanno condiviso fatiche e momenti di allegria. Sempre con un fortissimo senso di appartenenza ed amicizia, che fa radunare ogni anno almeno un migliaio di artiglieri, sottufficiali e ufficiali di questo glorioso reparto - unico Gruppo d’Artiglieria da montagna - decorato di M.O.V.M. per i fatti d’arme in Montenegro e Sangiaccato durante l’ultimo conflitto mondiale. Non ho potuto resistere dal varcare uan volta di più l’androne della mia Musso e, giunto nel cortile delle scuderie, alzare gli occhi all’ultimo piano, in fondo, a salutare le camerate della nostra 5° batteria, la “Parafulmine”». È facile intuire l’emozione che prende alla gola. Oggi i giovani, forse troppo in fretta,  vivono altre esperienze, che ricorderanno da adulti e da vecchi, più o meno volentieri. Chissà se proveranno lo stesso trasporto dei tanti alpini quando rivedono la “loro” garitta? Chissà!

 

Ermanno G.



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  • Val Sangone

    18/12/2016

    Protezione civile

    Nei giorni 7,8,9 Ottobre si è svolta l'esercitazione di protezione civile del 1° Raggruppamento in Val Sangone

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