In breve

10/12/2018

Pier Gremmo Cassiere della Sezione di Biella è "Andato Avanti"


01/11/2018

Restaurato il Ponte degli Alpini


01/11/2018

Festa del gruppo


01/11/2018

Lavori di restauro alla Chiesetta San Maurizio


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01/11/2018

Camandona 80°


Gli Alpini ricordano con il cuore



Non è il solito cerimoniale, anche se lo spirito si coglie fin da subito con quei “Ciao, mica va?” e pacche sulle spalle. Il gruppo degli alpini di Camandona celebra l’80esimo anno di fondazione seguendo il cuore. E la decisione piace.

Sono le nove del mattino: il capogruppo Massimo Machetto cammina avanti e indietro con le mani sui fianchi. Scarica la tensione mentre le Penne nere arrivano alla spicciolata e la banda scalda le note. I gagliardetti, uno vicino all’altro, sono tanti quanti i gruppi che condividono la ricorrenza. La celebrazione viene proposta la prima domenica di luglio. Il giorno prima è stata inaugurata la “Mostra itinerante della Grande Guerra”, a cura del Centro Studi sezione Ana di Biella, presentato il libro di Ilario Guelpa Piazza e proposto il concerto “I canti della guerra” da I Cantori di Camandona, che accompagneranno anche la S. Messa domenicale. Machetto prende il microfono e improvvisa commosso: “Parlare in pubblico non è il mio mestiere, scusèmme sac gnanca qué di, scusatemi, non so neppure cosa dire”. Ringrazia tutti, compresi i venti alpini, dei ventotto iscritti di Camandona, che presenziano alla giornata. “In questi giorni ho rotto le scatole a tutti, affinché partecipassero, anche perché voglio assegnare riconoscimenti per l’impegno dimostrato nel tempo e desidero leggere i nomi dei Caduti. E voglio farlo ora, contravvenendo al cerimoniale”. Gli occhi colmi di scuse guardano al presidente biellese Ana, Marco Fulcheri, che in seguito approverà la variante con parole di stima. “Voglio condividere il momento con tutti, non a tavola quando si mangia, si beve e si fa casino – prosegue -. Mi sun facc parecc, a la mia manéra” e chiama accanto a sé Giorgio Cuman, Mario Mino, Rino Mello e i due capigruppo che lo hanno preceduto, Roberto Candelone e Marino Mercalli. La sfilata di domenica parte dall’ex asilo “C. Ferrua” di frazione Bianco e arriva in piazza del municipio: un percorso di poche centinaia di metri che coinvolge la popolazione ed emoziona. Ad accompagnare sono le note della Fanfara Valle Elvo. Si svolgono l’Alzabandiera, gli onori ai Caduti e al busto bronzeo di don Carlo Banino, fondatore del gruppo. Si ascolta “Il Silenzio”.

A citare i nomi dei Caduti della Grande Guerra del 1915/1918, motivando il loro sacrificio, spetta alla madrina Silvia Sogno. Sono presenti anche il sindaco Gian Paolo Botto Steglia e gli amministratori di Callabiana e di Veglio.

La funzione religiosa viene celebrata da don Carlo Rovagnati, che nell’orazione convalida il senso della giornata invitando “all’apertura della mente”, affinché il cammino dell’uomo non si interrompa.

Gli Alpini pranzano a frazione Falletti, nella sede della Pro loco. 

Il brusio, le voci discrete dei Camandonesi, degli Alpini, crea in paese un senso di appartenenza, di comunità, che riporta a Machetto, al suo timido stravolgimento al cerimoniale, che avvalora le persone.



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