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Annuale festa del gruppo di Trivero


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Gruppo alpini di Brusson, è sceso in "trasferta" in quel di Borgo d'Ale per incontrare il gruppo 


05/02/2020

Giornata delle Forze armate e 4 novembre


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05/02/2020

Mario Cucco


Mario Cucco – scoprimento del cippo al Piazzo dopo il restauro



Può succedere di far parte di un’organizzazione e di non conoscerla a fondo.  Questa è una storia che ci riguarda da vicino, la storia importante di un biellese.

Nasce a Biella nel 1896, viene chiamato alle armi nel novembre del 1915, mentre è studente del 4° anno di medicina. Dopo la Scuola militare di Modena è incorporato nel 4° reggimento Alpini, battaglione Aosta, come sottotenente. Nel mese di ottobre 1916 si merita una medaglia di bronzo sull’Alpe Cosmagnon e, sette giorni dopo, una prima medaglia d’argento sul Dente del Pasubio, uscendone gravemente ferito. Appena ristabilito chiede e ottiene di ritornare al suo reparto. Seguono vari atti di eroismo durante azioni militari di estremo rischio. Ma il destino lo aspetta ventiduenne a pochissimi giorni dalla fine del conflitto: nella notte del 26 ottobre 1918 cade combattendo al comando della sua 43° compagnia sui Solaroli, posizione strategica per la difesa del Monte Grappa. Questo è il racconto della vita breve e intensa del tenente alpino Mario Cucco. L’ANA di Biella, fondata nel 1922, sei anni dopo è diventata Battaglione biellese Mario Cucco, denominazione com’era in uso in quel periodo.

Il 21 giugno 1953 le penne nere biellesi convergono al Piazzo per l’inaugurazione di un busto in bronzo su basamento di sienite della Balma, con la Messa celebrata dal cappellano alpino don Bricarello e con la presenza del ministro Pella. L’8 giugno 1958 la Sezione erige sui Solaroli in memoria del suo Caduto un cippo, in ricordo del sacrificio dei Battaglioni Aosta, Levanna e Val Toce, nelle cui file altissima fu la presenza dei biellesi. Nel settembre del 1984, ormai danneggiato dai fulmini, più di sessanta alpini, guidati da Corrado Perona, tornano sulla cima, insieme con gli alpini di Crespano del Grappa, per una manutenzione straordinaria, effettuata con il CAI di Castelfranco Veneto. Nel 2017 un sopralluogo viene fatto allo scopo di verificare direttamente le condizioni del cippo, trovato in ottimo stato di conservazione. Mario Cucco è sepolto nel cimitero di Oropa dal 1921, traslato dal cimitero militare di Caniezza (Treviso).

Siamo a oggi. Il cippo con il busto in bronzo, opera originale dello scultore Giovanni Cantono di Ronco Biellese, è ritornato nuovo: ripulito e ripristinata la superficie esterna esposta alle intemperie, effettuate microsaldature, stuccato, ricostruita la nappina, ripulita la sienite, adeguato il cancelletto esterno e i distanziatori con catenella. C’era dunque bisogno di far conoscere l’esito di questo intervento conservativo. In un caldo pomeriggio di fine ottobre gli alpini si sono ritrovati al Piazzo. Labari di associazioni d’arma consorelle, il vessillo ANA di Ivrea, vessillo sezionale e una quarantina di gagliardetti, alpini aggregati e amici di tutta l’ANA di Biella, il sindaco di Biella e amministratori locali e regionali in buon numero, rappresentanze militari, studenti del Liceo Classico dove anche Cucco studiò, il nostro cappellano don Remo, il parroco don Panigoni: una presenza che ha convalidato l’iniziativa della Sezione. Da Milano è giunta la signora Anna Cucco, pronipote di Mario Cucco, con la famiglia. Alla Fanfara alpina di Pralungo il compito di dare la giusta cadenza ai vari momenti della manifestazione, a cominciare dall’alzabandiera. Molta gente assiste sparpagliata nella piazza, qualcuno è appoggiato al parapetto in pietra. Dietro, da lontano, il Mucrone guarda e approva.      

Scoperto il cippo, protetto da un telo tricolore, da quattro studentesse del Liceo Classico, l’autrice dell’ottimo ripristino Tiziana Carbonati di Torino, già restauratrice del monumento all’alpino con mulo dei Giardini Zumaglini, ha svolto una relazione tecnica piuttosto dettagliata su tutti gli elementi oggetto dell’intervento di conservazione. Sono seguiti testimonianze e interventi svariati: la gratitudine dell’amministrazione comunale da parte del sindaco Corradino, le motivazioni dei riconoscimenti militari di Mario Cucco ricordate dal presidente del Nastro Azzurro locale, Tomaso Vialardi, la narrazione della sua breve vita, scritta da Danilo Craveia e letta da Andrea Antoniotti, la benedizione da parte di don Panigoni. A conclusione l’eredità storica e umana dell’eroe: il presidente Fulcheri ha ricordato lo spirito alpino delle origini, lo zaino pesante portato e sofferto, quello che oggi noi abbiamo ereditato, il concetto di civiltà cristiana da ribadire con coraggio ai giovani, confusi oggi dentro i social sempre più pericolosamente fuorvianti. Un sentito ringraziamento va fatto ai padroni di casa, gli alpini del gruppo Biella Piazzo, per la splendida e fattiva collaborazione.

Quando noi alpini assaporiamo il piacere di ritrovarci - uno stato d’animo che proviamo sovente - dovremmo ogni tanto domandarci chi dobbiamo ringraziare. Mario Cucco deve essere uno dei nostri punti di riferimento. Chi ancora non lo conosce vada al Piazzo, sulla piazza che guarda alle nostre montagne, alle sue montagne. “Associazione Nazionale Alpini sezione di Biella, Medaglia d’Argento al Valor Militare Mario Cucco” è il nome completo della grande famiglia alpina biellese. Un legame più forte con questa splendida figura non potrebbe esserci.



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