In breve

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28/09/2020

Centro studi 1° Raggruppamento


L’art. 2 del nostro statuto ci ricorda che uno degli scopi fondamentali della nostra associazione è quello di: “tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta”.



L’art. 2 del nostro statuto ci ricorda che uno degli scopi fondamentali della nostra associazione è quello di: “tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta”. Il Centro Studi, negli anni, ha avuto proprio il compito di dare una risposta a questo impegno. Esiste una commissione all’interno dell’ANA nazionale e, in linea di massima, ciascuna sezione è dotata di un proprio referente. Il 1° raggruppamento ha voluto strutturare i propri centri studi in maniera organica proponendo un gruppo di lavoro intermedio tra il centro studi nazionale e quelli sezionali, per aumentare la comunicazione sia tra le sezioni ed i gruppi sia verso il mondo non alpino. D’altronde, il miglioramento della comunicazione, è uno dei punti focali cui l’associazione deve mirare per continuare il proprio cammino centenario. Già da qualche tempo si erano fatte riunioni in cui venivano condivise le esperienze senza però riuscire a definire un progetto comune. La svolta c’è stata con la riunione dei presidenti, tenutasi a Vercelli in concomitanza con il raduno di raggruppamento, quando venne eletto un coordinatore. Da allora il gruppo di lavoro, composto da tutti i referenti e dai loro collaboratori, ha iniziato a operare con impegno. Dapprima si è posta l’attenzione all’informazione ed al collegamento interni, con la creazione di un gruppo social e di un indirizzo di posta elettronica espressamente dedicato ad ogni sezione. Se da una parte il gruppo social ha consentito un’informazione tempestiva su tutte le attività proposte, dall’altra l’indirizzo email ha permesso di creare un collegamento stabile, sia creando testimonianza del lavoro svolto anche per chi in futuro ne assumerà l’incarico, sia dando la possibilità di svolgere una serie di iniziative: un calendario condiviso dove vengono postate tutte le attività culturali sezionali, una banca dati delle realtà musicali che consenta uno scambio culturale di cori e fanfare; la condivisione di articoli a carattere storico e divulgativo apparsi sulle varie testate sezionali; la diffusione degli scritti messi a disposizione sul web da parte del centro studi nazionale come le annate della ricerca sui medagliati alpini “Degni delle glorie dei nostri avi”. Nel frattempo è diventata consuetudine che ad ogni riunione dei presidenti se ne affianchi anche una del centro studi con una partecipazione estremamente significativa. All’ultimo incontro a Torino erano presenti 22 sezioni su 25. Durante le riunioni vengono discusse ed analizzate interessanti iniziative come la raccolta di filmati relativi ad interviste ai nostri reduci per creare una videoteca da condividere, oppure il rimpatrio di piastrini di nostri caduti in Russia da consegnare ai familiari. Un progetto molto interessante, nato con la collaborazione di Cristina Silvani, che da anni segue il lavoro di censimento del patrimonio bibliotecario dell’ANA, è quello denominato “Biblioteche alpine”. L’idea, che stava dando risultati confortanti prima della crisi pandemica, è quella di coinvolgere gli studenti del terzo e del quarto anno dei licei a lavorare per la sistemazione e la digitalizzazione del nostro patrimonio librario ed archivistico nell’ambito del P.C.T.O., sigla che ha sostituito la vecchia alternanza scuola lavoro. L’attività del gruppo è continuata, anche durante l’emergenza, attraverso incontri in videoconferenza ai quali hanno partecipato più di due terzi delle sezioni di raggruppamento. In queste occasioni si è parlato di ricordare, in maniera degna, tutti coloro che sono “andati avanti” in questi tristi momenti senza avere il giusto ricordo e senza che i loro cari potessero avere il conforto che gli alpini hanno sempre saputo dare. Inoltre si è deciso di creare una banca dati che raccogliesse i progetti portati con successo nelle scuole da gruppi e sezioni in modo da poter fornire spunti per altri progetti da portare nelle scuole. A quasi due anni dall’istituzione di questa struttura possiamo dire che l’esperimento è positivamente riuscito. A fronte di un pluralismo di idee evidenziato in ogni incontro quello che colpisce è la forza del gruppo, la voglia di fare, lo slancio, l’ottimismo che ciascun componente trasmette agli altri, a sottolineare quanto ne fosse necessaria la creazione.

Paolo Racchi



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