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16/12/2020

148° anniversario di fondazione delle Truppe Alpine


Era il 15 ottobre 1872 quando, su progetto di Giuseppe Perrucchetti, veniva istituito il Corpo degli Alpini per preparare truppe destinate alla difesa dei confini montani.



Era il 15 ottobre 1872 quando, su progetto di Giuseppe Perrucchetti, veniva istituito il Corpo degli Alpini per preparare truppe destinate alla difesa dei confini montani. Al tempo si riteneva che fosse impossibile difendere i valichi alpini e che un’azione, contro un eventuale nemico, dovesse essere agita solamente da sbarramenti fortificati delle vallate e, il nemico, definitivamente fermato solo nella pianura Padana. Ma il Capitano di stato maggiore ed ex insegnante di geografia Perrucchetti sosteneva il principio che la difesa delle Alpi poteva e doveva essere affidata alla gente di montagna. Nonostante fosse un capitano dei Bersaglieri diventò il “padre” degli alpini, grazie ai suoi attenti studi sulle azioni militari che, nel tempo, erano state condotte in territori alpini. Capì, infatti, che scegliendo di reclutare uomini abituati ai climi freddi, avvezzi a faticare e a spostarsi in montagna, abituati alle intemperie e con buona conoscenza dei terreni impervi e pericolosi la difesa era possibile anche in montagna. Meglio se i reclutati erano anche alpinisti e profondi conoscitori del territorio. Fondò un corpo che, ancora oggi, vanta una tradizione, lunga ormai 148 anni, legata a storie di coraggio, sacrificio e valore.
Anche la Sezione di Biella, come ogni anno e nonostante l’evolversi della situazione legata alla pandemia, ha voluto festeggiare il 148° anniversario di fondazione delle Truppe alpine. Infatti, distanziati e seguendo le normative anti covid, un buon gruppo di alpini e amici ha potuto seguire la S. Messa, celebrata dal cappellano sezionale don Remo Baudrocco, nella sala convegni di via Ferruccio Nazionale, trasformata per l’occasione in cappella. Alla celebrazione erano presenti anche il Comandante provinciale dei carabinieri di Biella Ten. Col. Mauro Fogliani e il vice prefetto della città di Biella Stefano Antonio Musarra. Il presidente Fulcheri, facendo gli onori di casa, ha dato lettura del messaggio che il presidente nazionale Sebastiano Favero ha inviato a tutti gli alpini mentre don Remo, nella sua omelia, ha preso spunto dal bellissimo articolo del Tücc’Ün di settembre “La responsabilità morale del comandante” per tracciare un parallelo con gli alpini, il cui spirito li rende sempre pronti a mettersi a disposizione della loro gente e dei loro territori, proprio come un comandante. Al termine, visto il DPCM che, tra il resto regolamenta le feste, è stata annullata la “cena dell’anniversario” sostituita da un breve aperitivo con debito distanziamento.

Sono trascorsi 148 anni dalla nascita delle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano. Ed in tale lasso di tempo le penne nere hanno mantenuto salda e, se possibile, persino visto aumentare la stima, la considerazione e l’affetto della gente.
E questo grazie alla loro condotta, in qualunque occasione, in pace ed in guerra: ispirata a valori immutati, come senso del dovere, capacità di adattamento, sacrificio e solidarietà.
Un messaggio che viene da lontano e che viene portato avanti sempre, con caparbietà e costanza, da quanti nella loro vita hanno avuto la fortuna di indossare il cappello con la penna nera a servizio della Patria.
L’Associazione Nazionale Alpini è portatrice e custode di questi valori e continua ad operare per il Paese, in sinergia con gli Alpini in armi.
Stiamo attraversando un periodo difficile e doloroso, causato da una pandemia che sta mettendo a dura prova molte realtà nel mondo.
Per questo ricordiamo con orgoglio questo anniversario. E per questo confidiamo nel fatto che il Paese possa in un futuro non troppo lontano proporre ai giovani un periodo di servizio che li ponga in quel solco che gli Alpini stanno tracciando da quasi un secolo e mezzo.
Viva gli Alpini, viva l’Italia.
Sebastiano Favero
Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini



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