In breve

02/04/2018

Targa di ringraziamento al Gruppo di Valdengo


02/04/2018

Celebrata la cerimonia della benedizione della statua del alpino


02/04/2018

Dopo 47 anni si sono ritrovati, in occasione della cerimonia del cambio del Comandante al CAA di Aosta


02/04/2018

Fortunatamente esistono ancora persone di buona volontà ed impegno come Luigi Ploner, della Tecno Meccanica B.se di Camburzano.


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Capitano Danilo ASTRUA


Capitano Danilo Astrua

Nato nel 1913 a Graglia, studente di lettere all’Università di Torino, si arruola volontario alla Scuola Allievi Ufficiali di Milano nel novembre 1933 e nel giugno dell’anno successivo è nominato sottotenente. Assegnato al 3° reggimento alpini, è congedato nel gennaio 1935. Pochi mesi dopo, richiamato dalla 614ª compagnia del 7° reggimento alpini, parte per l’Africa Orientale dove rimane fino all’ottobre 1936; ferito durante la campagna d’Etiopia, ad Amba Uork è decorato con Croce al merito di Guerra e promosso sul campo.

Rimpatriato, con il 2° reggimento alpini, battaglione Borgo San Dalmazzo, entra in guerra nel giugno 1940, prima sul fronte occidentale e, dal novembre, sul fronte greco - albanese. Promosso capitano, a fine 1942 parte per la Russia, non prima di essersi sposato ed aver girato sulle montagne di Limone Piemonte “ I trecento della settima” di cui è uno dei protagonisti, film terminato pur avendo chiesto al generale Nasci, Comandante del Corpo d’Armata alpino, di essere dispensato dall’ultimarlo per poter seguire le sorti del suo reparto.

Raggiunto il fronte russo, il suo temperamento idealista e fiducioso si manifesta in un passo delle tante lettere spedite alla mamma Maria: “ i miei alpini mi hanno accolto con sorrisi larghi e festosi ed io mi sento orgoglioso di essere il loro comandante. Non c’è tempo ora di lasciarsi commuovere da ricordi sereni e lieti di quanto si è lasciato alle nostre spalle. E’ il momento di essere duri e tenaci. Ognuno al suo posto di combattimento”.

Nella notte tra il 20 ed il 21 gennaio 1943, benché ferito ad una gamba, continua ad incitare i suoi soldati quando una raffica lo colpisce mortalmente.

Di lui così scriveva un suo alpino, Garelli di Alba: “ conservo di lui un sacro ricordo: gran soldato pieno di virtù e di ardimento, diede sempre prova del suo amore per i suoi alpini e per la Bandiera”

 

Decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione

Comandante ardito e capace, costituiva della sua 15° compagnia alpini (Borgo S. Dalmazzo) un solido ed aggressivo strumento di guerra. Tenace difensore delle posizioni sul Don le lasciava per ultimo costituendo la retroguardia del 2° reggimento alpini durante la tragica manovra di ripiegamento. Incalzato da forze preponderanti, le conteneva impegnandole in successive audaci azioni sanguinose, realizzando concreti successi. Delineatasi la crisi, durante un violento combattimento tendente ad aprire un varco attraverso l’accerchiamento nemico, con perizia e superbo valore, trascinava i suoi alpini stremati di forze su munitissime posizioni riuscendo, dopo cruenta lotta, a sloggiare i difensori numericamente superiori, in seguito, benché ferito, riuniva i gloriosi superstiti di tutte le compagnie del battaglione, ne assumeva il comando e, galvanizzandoli col suo eroico esempio, al grido di « Avanti, Borgo » li portava audacemente all’attacco di posizioni difensive, le superava e catturava armi individuali e di reparto che subito volgeva contro il nemico in fuga. Contrattaccato in forze, reagiva indomito. Nuovamente ferito, persisteva con stoica fermezza nel rinnovare violenti contrassalti che protraeva imperterrito finché cadeva colpito in fronte tra i suoi alpini, perpetuandone, con la sua saldezza, le tradizioni di gloria.

— Fronte russo, 16 - 20 gennaio 1943"


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