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16/12/2020

Un tetto sulla testa


Sin da piccolo ho sempre sentito dire che avere un tetto sulla testa è uno dei bisogni primari dell’uomo.



Sin da piccolo ho sempre sentito dire che avere un tetto sulla testa è uno dei bisogni primari dell’uomo. Un tetto sulla testa non è solo una solida costruzione di carpenteria ma, per molti di noi, è il risultato di sudore e sacrifici. Avere un tetto significa avere una famiglia, un riparo dalla pioggia, dalla neve e dalle tempeste, e non solo metereologiche. Sentire il calore che emana scalda il cuore, fa venire buoni pensieri, si pensa più seriamente al futuro, a mettere al mondo dei figli. Sotto il tetto possono prendere vita importanti progetti, si mantengono in vita le tradizioni, si mettono in moto vere e proprie officine di idee e di iniziative. Un tetto sulla testa è sinonimo di unione, amore, passione, serenità, fedeltà. Essere felici con le persone che ci vivono sotto. Quindi, avere un tetto sulla testa, è la condizione sine qua non per la famiglia ed è per questo che viene considerato uno dei beni più preziosi ed è agognato da tutti. Anche noi alpini siamo una famiglia: antica, tradizionale, orgogliosa, gloriosa ed operosa. Famiglia verde per antonomasia. Per adoperare un termine “figo”, una green family. Anche per un’associazione come la nostra era indispensabile avere un tetto che coprisse una casa così ampia da accoglierci tutti. In verità una casa ce l’avevamo già, ma era come vestire un abito di diverse taglie più piccole… non ci stavamo più dentro! C’è voluto molto coraggio e determinazione: dal presidente Gaja fino all’ultimo alpino. Mettere in campo quel pizzico di follia che rende facile l’impossibile e, senza il quale, non saremo riusciti ad avere un ampio e confortevole tetto sulla testa. Il sogno si era avverato e la nuova sede conteneva agevolmente segreteria, uffici, giornale, saloni, bar, protezione civile, sport e lo stupendo museo sezionale, realizzato dal responsabile Fulcheri. Indimenticabile l’inaugurazione! Come in ogni varo che si rispetti, il presidente nazionale Perona con la madrina Anna Gaia Perona, a tagliare il nastro della nuova sede. Realizzare i sogni è fantastico ma, ogni sogno, ha il suo prezzo. Come i due mutui accesi nelle banche cittadine ed i relativi interessi, così ben riassunti nella locandina a fianco. Di fondamentale importanza era stimolare la raccolta delle offerte, condizione imprescindibile per far fronte agli impegni assunti e sottoscritti dalla Sezione. A tale scopo inventai, sul Tücc’Ün, la rubrica “Un mattone per la sede” dando visibilità e trasparenza alle offerte dei generosi offerenti. Dallo zaino ci siamo tolti un gran peso e questo fa veramente onore al popolo degli alpini biellesi. D’ora in poi non ci resta che mantenere integro ed in buona salute il nostro meraviglioso tetto sulla testa. Ciò vuol dire manutenzione ordinaria e straordinaria. Una marea continua di interventi di manodopera e di denaro, per lasciare, come è giusto che sia, a chi verrà dopo di noi, una sede in perfetta efficienza. Per dirla alla biellese, il nostro tetto è come la Chiesa di Oropa… non è mai finita.
Il direttore Enzo Grosso



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